Geografia del post-umano

Approfondisci alcuni aspetti del linguaggio e della classificazione nel processo di interpretazione della realtà terrestre.

il libro

Geografia del post-umano vuole proporre un’interpretazione della realtà terrestre quale entità caratterizzata non da oggetti o cose, ma principalmente da relazioni. Le qualità del linguaggio e l’impossibilità di realizzare classificazioni universali costringono l’osservatore a tralasciare legami essenziali per la comprensione e la narrazione delle proprie esperienze. Nel corso della lunga storia della civiltà, tutto questo si è tradotto in un quadro di apparente divisibilità della realtà in piccoli frammenti. Nella scienza si è soliti studiare le parti, gli atomi o gli esemplari per poi ricomporre e comprendere il funzionamento degli insiemi. Queste parti sono state immaginate come distinte e separabili da tutto il resto. Ma, perché queste abbiano vita, la scienza ha bisogno di creare confini o limiti di separazione, molti dei quali sono falsi o immaginari. Geografia del post-umano tenta di compiere  una riflessione sui limiti di una visione spezzettata della realtà avvalendosi di elementi geografici, ma prendendo in prestito idee provenienti da diversi settori delle scienze naturali e sociali. Le evidenze ricavate sembrano indirizzarci verso l’unità della realtà.

Geografia del post-umano fornisce al lettore una serie di evidenze concrete che sottolineano come la realtà terrestre sia  effettivamente una trama di relazioni.

Il libro condensa, riflessioni che riguardano principalmente settori come la demografia, popolazione, insediamento, differenze culturali, agricoltura, alimentazione e globalizzazione.

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